Una piccante avventura in tram

Sega in tramCiao ragazzi! Perdonatemi per la lunga assenza ma, purtroppo in questo periodo riesco a collegarmi meno di frequente a causa dei miei impegni lavorativi.

Proprio l’altro giorno per via di un appuntamento di lavoro in centro a Milano ho preso il tram e quello che mi è accaduto ha davvero dell’incredibile….

Era l’ora di punta quindi il tram era pieno di gente, siccome la mia fermata era l’ultima della corsa decisi di posizionarmi nelle retrovie del mezzo. Per evitare il più possibile i sobbalzi dovuti alla strada disconnessa appoggiai la schiena in una delle aste di sostegno presenti lungo il corridoio.

Ad un tratto sentii che qualcuno mi aveva sfiorato il culo, inizialmente pensai ad un gesto involontario ma, dopo pochi attimi sentii nuovamente quella mano poggiarsi timidamente sul mio culo.

Mi girai lentamente per guardare il viso della persona che mi stava toccando. Era un signore sulla 50ina dall’aspetto distino e signorile. Indossava un completo giacca e pantalone di colore blu ed una camicia bianca. Aveva gli occhi verdi, labbra carnose e la carnagione olivastra, un bell’uomo insomma.

Sorrisi e dischiusi leggermente la bocca leccando delicatamente il labbro superiore della mia bocca con la lingua come una troietta maliziosa e perversa che non vede l’ora di essere posseduta.

Mi rigirai perdendo il contatto visivo ma arretrai di qualche centimetro per potermi poggiare su di lui. Iniziai a sfregare in maniera lenta ma decisa il mio culo sul suo cazzo. Potevo sentirlo gonfiarsi ed indurirsi sempre di più.

Mi girai di fianco con la spalla sinistra rivolta verso di lui ed iniziai a sfiorare il suo cazzo da sopra i pantaloni con il dorso della mano, stando attenta a non farmi vedere da nessuno. Una volta individuata la cappella iniziai a giocarci ondeggiando con ritmo.

Alzai lo sguardo verso di lui e gli sorrisi nuovamente con lo sguardo di una troia infuocata mentre con la mano tirai giù la zip dei pantaloni per farmi largo nelle sue mutande. Con estrema dimestichezza riuscii a farmi largo con le dita e sollevare leggermente l’elastico dei suoi slip per arrivare a sfiorare il suo cazzo enorme e gonfio.

Diedi un’occhiata intorno per essere certa di non avere sguardi indiscreti puntati addosso. Fortunatamente il tram era quasi giunto a fine corse e l’abitacolo si era svuotato quasi totalmente.

In un attimo impugnai la cappella del suo cazzo ed iniziai a fargli una sega mentre lui, per non dare nell’’occhio, faceva finta di dare un’occhiata al cell che teneva in mano.

Muovevo la mano freneticamente e mi eccitavo nel vederlo godere in silenzio. Il suo sguardo era perso nel vuoto, il suo viso sudato ed il cazzo sempre più duro.

Sentivo la mia figa bagnata fino all’inverosimile, se avessi potuto mi sarei spogliata e mi sarei fatta scopare come una zoccola da strada li davanti a tutti.

Mentre ero presa dai miei pensieri mi resi conto che lui stava per sborrare a giudicare quanto era gonfio. In effetti non tardò molto ad esplodere.

La sborra riempì subito la mia mano per poi scivolare giù lungo i suoi pantaloni. Chinai la testa per vedere come lo avevo ridotto, lui se ne rese conto e corse ai ripari posizionando subito la cartellina da lavoro all’altezza del suo cazzo.

Il bus si fermò ed io sgattaiolai fuori senza nemmeno regalargli una minima attenzione lasciandolo confuso ed imbambolato a guardami attraversare la strada.

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