Hops…. ho scopato con l’idraulico!

scopata-con-l-idraulicoE dire che nei film porno di bassa lega, spesso scene di questo tipo erano al’ordine del giorno ed io ho sempre  riso della carenza di fantasia per un finale così banale e poco realistico.

Quella di fare sesso con l’idraulico era per lo più una fantasia erotica della quale ne ho sempre parlato tra amiche…

L’altra sera, rientrata a casa dopo una serata in discoteca, raggiunsi la cucina per bere un bicchiere d’acqua. Una volta varcata la porta mi resi conto che c’era dell’acqua sul pavimento che proveniva da un tubo del lavandino. Presa del nervoso agguantai subito l’elenco telefonico alla ricerca di un idraulico disponibile 24 ore su 24, che sarebbe potuto intervenire nell’arco di poche ore.

Chiamai e mentre cercavo il modo di bloccare il flusso dell’acqua sentii il campanello suonare, annunciando così l’arrivo del mio salvatore. Mi precipitai alla porta senza nemmeno rendermi conto di come ero vestita, almeno fino a quando non vidi il suo sguardo….

Effettivamente sembravo una porca esibizionista, indossavo un gonna scacchi, stile studentessa americana, talmente corta che da dietro si poteva intravedere il perizoma e gli autoreggenti che indossavo.

Il suo sguardo mi intrigò subito ed iniziai così a sentire i primi brividi di eccitazione. Il tipo oltretutto era un bel ragazzo… Avrà avuto circa 35 anni, castano, con un leggera barba sul viso, occhi scuri e ad un fisico mozzafiato. I suoi pantaloni inoltre nascondevano quella che pensai subito potesse essere un’erezione ed arrossii subito al pensiero.

Gli feci strada verso la cucina e lui mi seguì senza dire nulla, fece solo un leggero sorriso. Iniziò subito a lavorare ed a poco servirono le mie frasi di circostanza tipo “ho peggiorato la situazione vero?” oppure “mi dispiace averla buttata giù dal letto a quest’ora”, per smorzare quel silenzio ma, lui era un uomo di poche parole. Fatto sta che più stava zitto e più mi attraeva, quasi come una conquista impossibile.

Decisi di allontanarmi un attimo, con una scusa, per andare in camera a sistemarmi i capelli ma, lasciai la porta socchiusa per spiare cosa stesse facendo. Di li a poco vidi che l’idraulico dei miei sogni erotici mi stava fissando.

Nel frattempo si era alzato in piedi e si stava sbottonando i pantaloni. Si avvicinò a passo lento e senza distogliere mai lo sguardo dai miei occhi mi prese per le chiappe gettandomi sul letto.

Mi sbottonò uno ad uno i bottoni del top e della gonna che indossavo poi con la lingua sollecitò ogni parte del mio corpo fino a farmi avere la figa completamente bagnata e dilatata, pronta per essere scopata.

In un attimo si sfilò i boxer che indossava ed infilò il suo cazzo enorme dentro di me con una foga ed una passione che non avevo mai sentito prima.

Mi fece godere come mai nella mia vita. Mi disse che ero una puttanella veramente provocante perché gli avevo aperto la porta in abiti succinti e veramente provocanti, che mi aveva immaginata così bella solo sentendo la mia voce al telefono ma, che non si sarebbe mai aspettavo di trovare una vera e propria troia così tanto arrapata e vogliosa da desiderare di farsi scopare da uno sconosciuto.

Aggiunse che lo avevo totalmente rapito con lo sguardo dal primo istante in cui aveva messo piede in casa mia. Al solo sentire quelle parole mi sciolsi totalmente e raggiunsi l’orgasmo. Di li a breve anche lui.

Aveva sborrato dentro la mia figa, mi piaceva sentire l’odore della sua sborra mischiata alla mia. Pochi istanti dopo si alzò dal letto, si rivestì e si avvicinò alla porta di casa.

“Non torni a letto?” chiesi e lui “Qui ho finito per stasera, ora ho un’altra chiamata” rispose con un’occhiolino buffo e complice.

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Una piccante avventura in tram

Sega in tramCiao ragazzi! Perdonatemi per la lunga assenza ma, purtroppo in questo periodo riesco a collegarmi meno di frequente a causa dei miei impegni lavorativi.

Proprio l’altro giorno per via di un appuntamento di lavoro in centro a Milano ho preso il tram e quello che mi è accaduto ha davvero dell’incredibile….

Era l’ora di punta quindi il tram era pieno di gente, siccome la mia fermata era l’ultima della corsa decisi di posizionarmi nelle retrovie del mezzo. Per evitare il più possibile i sobbalzi dovuti alla strada disconnessa appoggiai la schiena in una delle aste di sostegno presenti lungo il corridoio.

Ad un tratto sentii che qualcuno mi aveva sfiorato il culo, inizialmente pensai ad un gesto involontario ma, dopo pochi attimi sentii nuovamente quella mano poggiarsi timidamente sul mio culo.

Mi girai lentamente per guardare il viso della persona che mi stava toccando. Era un signore sulla 50ina dall’aspetto distino e signorile. Indossava un completo giacca e pantalone di colore blu ed una camicia bianca. Aveva gli occhi verdi, labbra carnose e la carnagione olivastra, un bell’uomo insomma.

Sorrisi e dischiusi leggermente la bocca leccando delicatamente il labbro superiore della mia bocca con la lingua come una troietta maliziosa e perversa che non vede l’ora di essere posseduta.

Mi rigirai perdendo il contatto visivo ma arretrai di qualche centimetro per potermi poggiare su di lui. Iniziai a sfregare in maniera lenta ma decisa il mio culo sul suo cazzo. Potevo sentirlo gonfiarsi ed indurirsi sempre di più.

Mi girai di fianco con la spalla sinistra rivolta verso di lui ed iniziai a sfiorare il suo cazzo da sopra i pantaloni con il dorso della mano, stando attenta a non farmi vedere da nessuno. Una volta individuata la cappella iniziai a giocarci ondeggiando con ritmo.

Alzai lo sguardo verso di lui e gli sorrisi nuovamente con lo sguardo di una troia infuocata mentre con la mano tirai giù la zip dei pantaloni per farmi largo nelle sue mutande. Con estrema dimestichezza riuscii a farmi largo con le dita e sollevare leggermente l’elastico dei suoi slip per arrivare a sfiorare il suo cazzo enorme e gonfio.

Diedi un’occhiata intorno per essere certa di non avere sguardi indiscreti puntati addosso. Fortunatamente il tram era quasi giunto a fine corse e l’abitacolo si era svuotato quasi totalmente.

In un attimo impugnai la cappella del suo cazzo ed iniziai a fargli una sega mentre lui, per non dare nell’’occhio, faceva finta di dare un’occhiata al cell che teneva in mano.

Muovevo la mano freneticamente e mi eccitavo nel vederlo godere in silenzio. Il suo sguardo era perso nel vuoto, il suo viso sudato ed il cazzo sempre più duro.

Sentivo la mia figa bagnata fino all’inverosimile, se avessi potuto mi sarei spogliata e mi sarei fatta scopare come una zoccola da strada li davanti a tutti.

Mentre ero presa dai miei pensieri mi resi conto che lui stava per sborrare a giudicare quanto era gonfio. In effetti non tardò molto ad esplodere.

La sborra riempì subito la mia mano per poi scivolare giù lungo i suoi pantaloni. Chinai la testa per vedere come lo avevo ridotto, lui se ne rese conto e corse ai ripari posizionando subito la cartellina da lavoro all’altezza del suo cazzo.

Il bus si fermò ed io sgattaiolai fuori senza nemmeno regalargli una minima attenzione lasciandolo confuso ed imbambolato a guardami attraversare la strada.

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