Sesso a tre in spiaggia

Sesso a tre in spiaggiaCiao ragazzi! Vi sono mancata? Eccomi qui come ogni settimana per confessarvi le mie avventure erotiche di questa settimana!

L’altra sera con il mio amico Francesco sono andata ad una festa in cui c’era musica latino americana.  L’atmosfera era allegra e le ragazze ed i ragazzi cubani ballavano in modo indescrivibile. Già solo a guardarli mi erano venuti i brividi lungo la schiena.

Sono stata invitata diverse volte a fare dei balli con i ragazzi dello staff che si occupavano dell’animazione e lo stesso faceva Francesco con le ballerine. Indossavo un abitino nero semi trasparente e sotto un perizoma e reggiseno abbinati. Era caldissimo ma la brezza del mare rendeva l’aria respirabile.

Fra un ballo ed un altro decidemmo di fare un giro per gli stand e fu li che incontrammo Enea, un mio ex compagno di scuola che non vedevo appunto dai tempi del liceo quando aveva una cotta per me.  Facemmo due chiacchiere di circostanza e ci abbracciamo felici di esserci incontrati prima decidere di continuare la serata tutti insieme.

La festa era quasi conclusa e vista la temperatura decidemmo di continuare la serata in riva al mare. Ci portammo dietro gli asciugamani da mare che io e Francesco avevamo in macchina e andammo in spiaggia, che sembrava deserta. Mi venne voglia di fare il bagno e lo proposi subito ai due che inizialmente rimasero un po’ perplessi ma, io senza vergogna, mi sfilai il vestito e cominciai a correre sulla sabbia in direzione del mare, mentre urlavo loro di spogliarsi e seguirmi come una giovane ed innocente troietta delle superiori. Dopo un attimo di esitazione mi accontentarono.

Vidi arrivare Francesco completamente nudo mentre Enea si era tenuto i boxer, si vergognava il ragazzo.

Iniziammo a giocare in acqua ma, dopo un po’ iniziammo a avere tutti un po’ freddo così uscimmo da quel mare così nero ed affascinante.

Mi resi conto che il mio intimo era tutto bagnato e mi prese un desiderio sempre più ardente. Mentre camminavo sulla sabbia ancheggiavo maliziosa. Francesco, ancora completamente nudo, mi porse il telo per asciugarmi invita domi però a togliere prima il reggiseno che era bagnato e che avrebbe potuto farmi prendere troppo freddo. Iniziò ad asciugarmi premurosamente e fu quello il momento in cui partii completamente e pensai “basta, voglio fare sesso a tutti i costi”.

Come in una scena di un film porno che ho visto tempo fa tolsi l’asciugamano dalle sue mani rimanendo solo con il perizoma che indossavo. Con la coda del’occhio vidi che Enea stava guardando la scena e soprattutto il mio corpo. Passai con il dolcezza il telo sulla pelle di Francesco fino ad arrivare quasi all’altezza dell’inguine. Fu in quel momento che mi resi conto che aveva il cazzo duro e dritto, come non vedevo da tempo e persi ogni inibizione.

Lasciai cadere l’asciugamano e presi in bocca quel bel cazzo enorme, sapendo che dietro di me c’era Enea che stava osservando. Speravo che allungasse le mani o che dicesse qualcosa invece era rimasto li totalmente impalato. Mi girai verso di lui con l’espressione più troia che potevo avvicinandomi lentamente. Lui era imbarazzatissimo.

Sorridendo gli sfilai i boxer che coprivano un uccello duro e bello teso che sembrava scoppiare. Mi chinai ed iniziai a leccarlo facendolo godere come un maiale. Sentii le mani di Francesco intanto sfilarmi il perizoma a filo che indossavo.

Ero bagnatissima e fu semplice infilarmi il cazzo nella mia figa bagnata e rasata completamente quella mattina. Che meraviglia…non era la prima volta che avevo due cazzi tutti per me ma, la situazione era estremamente eccitante con il rumore di sottofondo del mare.

Mi dimenavo che una zoccola in calore e Francesco, approfittando del fatto che era zuppa mi infilò un dito nel culo. Normalmente non me lo lascio fare ma, in quel momento tutto era lecito. Godevo come una cagna in calore tanto che poco dopo raggiunsi un orgasmo vaginale che mi lasciò senza respiro.

Ripresi un attimo fiato e feci uscire dalla mia figa il cazzo di Francesco. Li presi entrambi in mano iniziando a masturbarli con dolcezza prima di aumentare il ritmo fino a segarli con forza, senza tregua tanto che vennero praticamente in contemporanea urlando di piacere, al punto che dalla strada sentimmo delle persone chiedersi cosa fossero state quelle grida.

Vedere quei due cazzi schizzarmi di fronte provocò in me un’altra ondata di piacere, ero stata veramente una troia e questo mi eccitò nuovamente, peccato che i due erano sfiniti e che la spiaggia non era più tanto deserta perché altri ragazzi stavano sopraggiungendo verso la riva.

Con calma ci rivestimmo e ci avviammo verso le rispettive macchine.

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I miei piedini sexy e mio cugino…

I miei piedini sexy e mio cuginoCiao ragazzi! Eccomi qui, come ogni settimana, per confidarvi tutto riguardo le mie storie di sesso… ma questa volta l’ho combinata davvero grossa perché non è un tipo qualsiasi bensì il mio cuginetto!!!

Premetto che sono un po’ feticista, non credo di avervelo mai scritto, mi piace da impazzire l’idea di farmi baciare, leccare e coccolare i miei bellissimi piedini.

L’altra sera tutti gli amici di mio cugino, Luca, erano d’accordo di vedersi al bar sotto casa mia per  vedere la partita del’Italia ma, lui che non è particolarmente interessato a questo tipo di sport ha colto l’occasione per venirmi a fare un saluto, visto che non ci vedevamo ormai da alcuni mesi.

Dopo averlo fatto accomodare in casa mi sdraio sul divano, allungo le gambe e mi preparo a vedere il film che aveva portato con se Luca per vederlo insieme, mentre aspettavamo la fine della partita. Luca, sicuramente senza secondi fini, si avvicina al divano, mi prende per le caviglie per sedersi anche lui sul divano. Mi blocca i piedi tra le sue mani per poi appoggiarli sulla sua pancia. È stata un miccia.

Li ha guardati poi ha iniziato ad accarezzarli e palpeggiarli facendomi i complimenti per quanto la mia pelle fosse liscia e morbida. Io ero ferma, immobile, a godere per le bellissime sensazioni che stavo provando nel sentirmi massaggiare i piedi. In pochi istanti la i figa era già del tutto bagnata, mentre lui incosciente di tutto, stava continuando a coccolare i miei piedi.

Ero sconvolta. Per un attimo, quando l’ho visto particolarmente preso da una scena del film, ho provato a tirarli indietro ma, lui ha subito bloccato i miei movimenti infilandomi l’indice della mano nel ditone del piede. Ero semplicemente fradicia.

Ad un certo punto non resistetti più ed inconsciamente iniziai ad accarezzarmi il basso ventre con la mia mano. Credo che solo a quel punto Luca si rese conto che per me le sue coccole innocenti per me erano un vero e proprio massaggio erotico eccitante che avrei voluto durasse fino al mattino.

La sua mano destra abbandonò i miei piedi per iniziare a risalire lungo le mie gambe. Un milioni di brividi mi pervasero.

Timidamente la sua mano raggiunse il mio interno coscia, facendosi largo da sotto il vestitino che indossavo. Io ero tutta un fremito e non vedevo l’ora che mi sfilasse gli slip per iniziare a masturbarmi.

Entrambi continuavamo a guardare in direzione della tv, come se niente fosse mentre la sua mano aveva ormai raggiunto l’elastico del mio perizoma per sfilarmelo delicatamente. Dapprima iniziò ad accarezzarmi le grandi labbra della mia fica con le dita ed io, che ero già completamente bagnata, non vedevo l’ora si sentire le sue grosse dita dentro di me.

Con le mani mi tastavo le tette eccitatissima mentre lui, sempre con lo sguardo rivolto verso la tv, iniziò ad accarezzarmi il clitoride. Ero un lago ormai. Mi penetrò prima con un dito, poi ne aggiunse un secondo ed infime un terzo. Mi masturbava con forza spingendo la mano più in su che poteva ed io adoro quando mi sbattono la figa con talmente tanto vigore da non riuscire a farmi trattenere le urla di piacere.

Godevo troppo nel sentire le sue dita muoversi dentro di me e sapevo che non sarei potuta durare molto a lungo. Pensai di alzarmi per poter iniziare a fare anche io dei giochini con il suo cazzo ma, non riuscivo nemmeno a muovermi da quanto stavo godendo.

Solo pochi istanti dopo infatti i miei umori cosparsero le sue dita e la fodera del divano. Ho  raggiunto l’orgasmo facendomi fare un ditalino dal mio cuginetto. Lui non fece altro che portarsi le dita bagnate dei miei umori sulle labbra per assaporare l’odore di figa e ripulirsi la mano completamente fradicia.

Io sfinita rimasi a gambe larghe sul divano a godermi il film fino alla fine.

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L’esattore in casa ed il pagamento in natura

L’esattore in casa per un pagamento in naturaCiao ragazzi! Eccomi qui come ogni settimana a raccontarvi le mie perversioni e le mie storie di sesso!

Proprio l’altro giorno sentii suonare il campanello di casa, per ben due volte. Mi chi cercava alle 09.30 del mattino con tanta insistenza? Pensai inizialmente a qualche venditore porta a porta e la tentazione fu quella di ignorarlo ma poi la curiosità ebbe la meglio.

Il monitor del citofono visualizzò l’immagino sfocata di un uomo in giacca e cravatta, in mano reggeva una ventiquattrore ma, non aveva il tipico aspetto di un venditore.

“Buongiorno, sono l’esattore. Vengo a riscuotere i debiti della finanziaria”. Iniziai a sudare freddo ma, ormai non potevo fare niente per tirarmi indietro quindi aprii il portone e lo invitai a salire.

Due piano con l’ascensore e fu sul mio pianerottolo. Riposi il telefono che avevo preso in  mano per chiamare una mia amica, mi diedi una sistemata ravvivandomi i capelli con le mani e lisciai al volo il vestito da troietta che indossavo.

“Buongiorno” dissi nervosamente. La sua stretta era ferma e decisa ma, la sua espressione era cordiale, quasi rassicurante.

Lo inviati ad accomodarsi sul divano mentre gli portavo il caffè che stavo preparando per me poco prima. Appena chiusi le labbra intorno alla tazzina succhiando avidamente il contenuto notai che l’uomo cambiò espressione, mi diede quasi l’impressione che stava immaginando di insinuarsi tra le mie labbra burrose come se fossi la troia che desiderava da sempre avere di fronte.
Quando si  riscosse dai suoi pensieri maliziosi, poggiò i documenti sul tavolo per mostrarmi i dettagli del mio debito: due rate insolute per un totale di 850 euro. Portai una mano al petto, incredula.

Gli occhi dell’esattore si erano fatti cupi ed avidi, decisi di provare ad intenerirlo raccontandogli di alcuni problemi che avevo avuto con il ritardo degli stipendi al lavoro ma, fu irremovibile. Pretendeva tutta la somma in un’unica soluzione. Pensai che doveva averne le palle piene delle donne vecchie con le fiche slabbrate a cui solitamente doveva far visita per riscuotere i debiti così decisi di provare a giocare la carta della seduzione.

«Non c’è un modo alternativo per rimediare?” chiesi appoggiando una mano sulla sua coscia muscolosa con un’espressione angelica. Lui senza dubbio avvertì il calore del mio corpo attraverso la stoffa e fu invaso da un brivido di eccitazione. Senza dubbio pensò che corrompere una ragazza tanto innocente era irresistibile.

“Un modo ci sarebbe” mi rispose, mentre le sue dita iniziarono a scivolare sotto la mia gonna. Le sue grandi dita raggiunsero ben preso la mia fica, già calda e bagnata. Fui subito schiava del suo tocco e mi sentii come una troia timida e perversa ma pronta a tutto pur di saldare il mio debito senza sborsare dei soldi.

L’esattore stoppò i miei pensieri e mi tappò la bocca con un bacio al gusto di caffè, mentre le sue mani continuavano ad esplorare il mio corpo. All’improvviso mi alzai in piedi, cogliendolo di sorpresa e dissi “Se questo è il prezzo da pagare, lo farò a modo mio”.

Improvvisai uno spogliarello. Era giovane e bello e soprattutto mi desiderava come una troia.
Lentamente mi sfilai il vestito da segretaria sexy che indossavo, rimanendo vestita solo del mio reggiseno di pizzo nero che a stento conteneva le mie belle tette ed il perizoma abbinato.

Sbottonai il reggiseno sfilando lentamente entrambe le bretelle ma, continuai a reggere le coppe con le mani, fino a che l’esattore non decise di averne abbastanza di quel supplizio e balzò in piedi strappandomelo di dosso.

Mi spinse sul divano e mi saltò addosso, afferrando le tette con le mani mentre mi leccava il collo. Presi nuovamente in mano io la situazione e lo obbligai a rimanere immobile. Gli sfilai la cravatta, gli sbottonai la camicia e poi i pantaloni.

L’esattore era in piedi di fronte a me. Aveva un fisico statuario ed il suo cazzo che premeva per uscire dai boxer che indossava. Lo accarezzai lungo tutto il corpo. Le mie dita passarono dal suo ampio torace alle ginocchia per poi risalire lungo le cosce e soffermarsi sull’inguine prima di sfilargli l’ultimo indumento rimasto.

Da debitrice disperata mi ero trasformata in una vera padrona dominatrice e questo lo stava facendo impazzire.

In una tazzina era rimasto del caffè, intinsi la punta della sua cappella ed iniziai a leccarla con la lingua succhiando via tutto il caffè. Non avevo mai visto un cazzo così grosso. Mi riempiva tutta la bocca, fino ad arrivarmi alla gola. Lo afferrai con una mano ed iniziai a segarlo mentre lui iniziò a gemere di piacere. Era rimasto immobile nella stessa posizione mentre io mi ero inginocchiata per succhiargli l’uccello.

“Ehi boccadoro, adesso tocca un po’ a me divertirmi”, mi allontanò prendendomi per i capelli e buttandomi di nuovo sul divano. Mi allargò le gambe e iniziò a leccarmi la mia figa già bagnata, assaporando il gusto della mia eccitazione. Non potevo fare a meno di mugolare di piacere nel sentire la sua lingua stuzzicare il mio clitoride.

Si tirò su e mi penetrò con forza, spingendosi dentro di me con movimenti decisi e forsennati. Mi abbandonai sotto il peso di quel corpo perfetto mentre il suo sudore si mischiava con il mio.
Lo afferrai per le natiche per accompagnare il movimento del bacino, spingendolo sempre più dentro di me. Tra baci e morsi i nostri corpi si mischiarono fino ad esplodere in un unico ed intenso grido di piacere.

Rimanemmo immobili per qualche attimo guardandoci negli occhi poi lui si staccò da me e si sedette. Tutti i documenti erano sparpagliati per la stanza e lui con un movimento rapido si alzò stappandoli a metà. Si girò verso di me e disse “per il momento signorina il suo debito è saldato ma, potrebbe rendersi necessaria un’altra visita”.

Gli sorrisi rivestendomi mentre l’esattore si avvicinava alla porta per uscire da casa mia.

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